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Venti grotte e siti preistorici del comprensorio sanvitese

Venti grotte e siti preistorici del comprensorio sanvitese

La più nota è la Mangiapane

La costa che va da Custonaci a Castellammare del Golfo è uno dei luoghi in cui si concentrano più siti preistorici degni di rilievo. L'esempio più vivido e noto è quello della Grotta Mangiapane di Scurati, la più importante delle nove presenti a Custonaci. Alta 70 metri, larga 13 e profonda 50, al suo interno sono state trovate ceramiche preistoriche del Neolitico antico e medio, un focolare contenente ceramica della media età del bronzo e reperti in pietra di selce del Paleolitico superiore. Al suo interno sono presenti dei caseggiati, abitati fino agli anni Cinquanta, dove viene allestito il noto Presepe Vivente. Alle sue spalle, nella Grotta Buffa sono stati trovati utensili, armi in pietra e resti di animali. Ma nei paraggi esistono anche le grotte Miceli, Maria SS di Custonaci, Rumena, Cufuni, Della Clava e Abisso del Purgatorio: tutte dense di significato e suggestive.

Proseguendo verso San Vito lo Capo lungo il sentiero che costeggia il Monte Cofano, c'è poi la grotta del Crocifisso, al cui interno, oltre a numerosi oggetti, è stata ritrovata la testa di un cervo: si trova a circa 60 metri dal livello del mare ed è lunga 23 metri per una altezza totale di 6 metri. Spostandosi verso la nota località balneare, non distante da Cala Mancina, c'è la Grotta dei Cavalli in cui sono stati identificati elementi dipinti in rosso, in una delle camere interne: le immagini più suggestive sono quelle di un arciere, del sole e di  un'imbarcazione. Ancora, le Grotte dei Ciaraveddi e del Rachio (nei pressi di Macari) e quella Zubbia che si apre sotto terra, espandendosi per circa 100 metri. Continuando, c'è la Grotta dell'Isulidda dove sono state rinvenute incisioni risalenti al Paleolitico superiore e disegni raffiguranti cervi.

Tante altre sono le grotte nel percorso che conduce fino a Castellammare del Golfo: vale la pena nominare quella dell'Uzzo (abitata dall'homo sapiens già nel periodo mesolitico), quella dell'Eremita, detta anche del Cavallo (si sviluppa per 4.500 metri), l'Abisso dei Cocci e, soprattutto, la Santa Margherita sulle cui pareti si possono ammirare antichissimi affreschi medievali.




colazione a buffet con i dolci della tradizione siciliana